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GAMBARA TRA PON E ALTERNANZA: “Vivi la scuola: parla, muoviti e pensa da cittadino attivo” Progetto 10.1.1A-FSEPON-LO-2017-177. In allegato informazioni e calendario dei moduli A e D

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L’otto giugno si sono completate le attività di tre dei cinque moduli del PON FSE- Inclusione sociale e lotta al disagio, due di questi hanno associato l’intervento formativo a un percorso di alternanza scuola\ lavoro.(continua)

L’attività “Sporchiamoci le mani” ha visto i ragazzi, guidati dall’esperto signor Alberto Fontanini, impegnati nella pulitura delle colonne marmoree del chiostro per rimuovere la patina dovuta all’inquinamento atmosferico. Il percorso è stato molto apprezzato dai ragazzi che “rimboccate le maniche” hanno lavorato con passione e interesse. Alcune ore, gestite dall’esperto prof Turco, sono state dedicate alla creazione di un angolo verde in un angolo del chiostro nell’intento di recuperare antiche abitudini monastiche. (continua)

Nel modulo “Le monache vivevano così”, anch’esso legato all’attività di alternanza, gli alunni, insieme all’esperto architetto Graziano Magro, hanno intrapreso un viaggio di ricerca, confronto tra documenti, raccolta e rielaborazione di dati che li ha portati alla ricostruzione della realtà storica del monastero di Santo Spirito. Entusiasmo e collaborazione hanno caratterizzato anche questa attività conclusasi con una riproduzione in scala dell’antica struttura.

Il modulo di educazione motoria “Con la danza mi conosco e comunico” ha introdotto i ragazzi in una dimensione diversa rispetto alla loro realtà: attraverso la danza e il canto, hanno imparato a conoscere, condividere esperienze e confrontarsi, sotto la guida di due esperti e della tutor Maria Pellizzari. Grande fervore e trasporto, unito a momenti di emozione sono stati il filo conduttore di questo modulo.

 

UN'ATTIVITÀ  ALTERNATIVA       di Irene Sandrini, 3D Ling

Dal 10 maggio di quest'anno abbiamo iniziato un progetto PON presso il nostro liceo Veronica Gambara. Si tratta di un corso molto diverso dal solito, in quanto incentrato principalmente sul lavoro manuale, in contrapposizione alle lezioni teoriche che caratterizzano i nostri indirizzi di studio. Il nome scelto per questa attività è, infatti, “Sporchiamoci le mani”. La novità di questo progetto è stata uno dei fattori che ci hanno spinto ad aderire a questa iniziativa. Si tratta di un'attività della una durata di 30 ore, suddivisa in otto pomeriggi. Questo periodo di tempo ci è servito per ripulire alcune delle colonne in marmo di Botticino che circondano uno dei due cortili della nostra scuola, già parte del chiostro cinquecentesco dell'edificio, che nacque come monastero benedettino di Santo Spirito.

Questa attività è molto gratificante, in quanto ci permette di contribuire in piccola parte alla manutenzione a fini conservativi della struttura del nostro liceo, che è un bene pubblico, cioè anche nostro.

Tuttavia è stato anche un lavoro molto stancante e impegnativo, poiché suddiviso in molte fasi di lavoro.

Dopo una prima pulitura a secco delle colonne, con spazzole, abbiamo iniziato ad applicare un impacco di pasta di cellulosa e carbonato di ammonio sulle parti del fusto delle colonne annerite da uno strato di sporco dovuto all'azione di agenti inquinanti. Ripetuto più volte il trattamento, abbiamo lavato e spazzolato le parti trattate, utilizzando, in alcuni punti più problematici, anche bisturi, martello e scalpello per eliminare ogni incrostazione. Un ultimo lavaggio ad acqua ha terminato il lavoro: il risultato è stato molto soddisfacente, perchè il marmo ha riacquistato il colore originario, biancastro con leggere venature grigie.

Prendendo parte a questo progetto, quindi, abbiamo avuto modo di approcciarci ad un lavoro molto particolare e insolito. Abbiamo potuto conoscere persone di altre classi e imparare a collaborare tra di noi, in quanto nell'organizzazione abbiamo optato per una rotazione dei compiti, sia per imparare tutti i diversi ruoli, sia per alternarci nei lavori più faticosi e pesanti.

Le prime tre ore del progetto sono state dedicate alla teoria: abbiamo studiato i diversi materiali usati in architettura, quali marmi e diversi tipi di pietre. Siamo poi passati alle diverse tecniche di lavorazione e agli strumenti impiegati dagli artigiani ed artisti del settore, oggi come nel passato. Prima di utilizzare gli agenti di pulitura, ne abbiamo studiato la composizione chimica. Abbiamo poi scoperto gli effetti che l'inquinamento atmosferico ha sui monumenti, anche attraverso un veloce sopralluogo su altri edifici storici vicini alla scuola. Infine abbiamo scoperto cos'è un trabattello, come assemblarlo e come utilizzarlo.

Ci siamo inoltre impegnati a migliorare un'altra parte della nostra scuola, realizzandovi un piccolo “giardino dei semplici” in un settore del medesimo cortile.  Essendo stata la nostra scuola in passato un convento, abbiamo cercato di riproporre una piccola area con alcune piante aromatiche utilizzate nel 1500, quali liquirizia, rosmarino, salvia, origano, maggiorana e menta.

Nonostante gli orari del progetto fossero pesanti e difficili da conciliare con gli impegni scolastici, siamo felici di averne preso parte, perché ci ha dato modo di stringere nuove amicizie e divertirci coi nostri compagni, imparando nuove cose e facendo qualcosa di utile per tutti gli alunni del Gambara.

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